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Falluja dopo due settimane d’assedio. Le code per gas e benzina sono sempre più lunghe mentre si moltiplicano le partenze dalla città da due settimane in mano ai combattenti del gruppo Isis, Lo Stato Islamico in Iraq e del Levante, legato ad al-Qaida. Isis ha chiesto ai residenti di Falluja, a maggioranza sunnita, di continuare a combattere le forze del governo sciita che accerchiano la città. L’esercito ha posticipato l’assalto per evitare un bagno di sangue, ha detto il ministro della Difesa, un bagno di sangue. “Non abbiamo gas, non c‘è benzina – dice un residente- ed è dovuto alla cattive condizioni di sicurezza”. Fallito l’attacco dell’esercito a Ramadi lunedì notte, dove i militanti di Al-Qaeda controllano alcuni quartieri nel sud della città, capitale della turbolenta provincia di Anbar. Lunedì il premier Nuri Al- Maliki ha nuovamente invitato la popolazione a cacciare i miliziani e a collaborare con l’esercito. Al pari della tensione, aumentano le partenze da Ramadi e Falluja. Un numero imprecisato di famiglie ha cercato rifugio a Kerbala.