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Il numero è da fare invidia ai membri di quell’Unione europea a cui da anni aspira ad aderire: nel terzo trimestre la Turchia mette a segno un energico +4,4% del Pil rispetto all’anno precedente. Merito della domanda interna e degli investimenti privati, spiegano gli analisti. Nonostante un rallentamento della crescita economica sul trimestre precedente (solo lo 0,9% rispetto al 2,1% del periodo aprile-giugno) il ministro dell’economia ha detto che il 2013 potrebbe regalare un risultato anche migliore del 3,6% previsto da Ankara. Rimane l’incognita delle esportazioni, calate nonostante la debolezza della lira turca e che pesano su una bilancia dei pagamenti già ampiamente in negativo.