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I manifestanti anti-governativi fanno crollare la statua di Lenin in Ucraina e cantano: “Viktor Yanukovich sarai il prossimo”. Il monumento del padre della Rivoluzione d’Ottobre è stato distrutto dai militanti del partito ultranazionalista Svoboda, scesi in piazza a Maidan nel cuore di Kiev insieme a centinaia di migliaia di manifestanti filo-europei – e anti-russi – per chiedere le dimissioni del presidente ucraino. “I confini di ‘Maidan’ si sono estesi ora fino agli edifici governativi – dice la corrispondente di Euronews Angelina Kariakina -. I manifestanti hanno bloccato le strade con veicoli, tende e barricate sono state erette di fronte al Parlamento”. L’opposizione – protagonista della più imponente mobilitazione dalla Rivoluzione Arancione del 2004 – è tornata in piazza per impedire che l’Ucraina cada nell’orbita della Russia attraverso quell’unione doganale ritenuta parte di un progetto di Vladimir Putin per riconquistare il controllo dell’area ex-sovietica. Uniti dallo slogan “Costruiamo un’Europa in Ucraina”, in una contromanifestazione promossa dal suo partito – il Partito delle Regioni – in piazza sono scesi anche i sostenitori del presidente Yanukovich, finito nel mirino dopo avere fatto dietrofront – sotto la pressione di Mosca – sull’accordo di associazione con l’Unione europea.“I sostenitori del governo si sono incontrati vicino al Parlamento – spiega la corrispondente di Euronews Evgeniya Rudenko -. Intorno a loro, la polizia e le forze anti-sommossa. Secondo gli analisti la scelta del luogo è simbolica e serve a dimostrare che il Partito delle Regioni ha la maggioranza”.