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Rapite, messe in salvo o addirittura sequestrate per farne degli scudi umani. L’incertezza sulla sorte delle dodici suore prelevate in Siria dal monastero ortodosso di Santa Tecla allarma anche il Vaticano e induce il Papa a lanciare un appello alla preghiera. Attivisti vicini ai ribelli sostengono che questi ultimi le avrebbero “evacuate” per sottrarle agli attacchi su Maloula. La stampa filo-Assad li accusa invece di volerne fare degli scudi umani, sostenendo si trovino ora nella vicina Yabroud.A rivolgere un pensiero alle religiose è intanto anche il Pontefice, che ha lanciato un appello al termine dell’udienza generale di mercoledì. “Desidero invitare tutti a pregare per le monache del monasterio greco-ortodosso di Santa Tecla a Maaloula, in Siria – ha detto Papa Francesco – e per tutte le persone sequestrate a causa del conflitto in corso”.La madre superiora di Maaloula ha detto che le monache sarebbero sane e salve a Yabroud. Un’ubicazione su cui concordano anche il patriarcato greco e il Nunzio apostolico in Siria, che però dice di non sapere se si tratti o meno di un rapimento.