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Nove miliardi e mezzo di fiorini, quasi 31 milioni di euro al cambio attuale. È l’ammontare della multa inflitta da GVH, l’autorità per la concorrenza ungherese, a 11 banche europee operanti nel Paese.Per il gruppo – capeggiato da un istituto di credito di casa, Otp, ma comprendente anche l’austriaca Erste, la francese Bnp Paribas e le italiane Unicredit e Intesa, l’accusa è quella di aver messo in piedi un cartello.Obiettivo del presunto patto illecito: la restrizione dell’accesso al programma di riconversione a tasso di cambio fisso dei mutui originariamente contratti in valuta straniera.Il controverso piano era stato lanciato da Viktor Orban tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Lo scopo del primo ministro (da tempo accusato di derive autoritarie e populistiche) era venire incontro alla popolazione in difficoltà nel pagamento dei prestiti dopo la crisi e l’impennata dei cambi. A costo, beninteso, di imporre perdite alle banche in questione per oltre un miliardo di euro.