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I sacchetti della spazzatura da circa 10 giorni invadono le strade agrigentine e con l'arrivo della primavera si rischia seriamente l'emergenza igienico-sanitaria. Sacrosanto il diritto allo stipendio dei lavoratori che non lo percepiscono da tre mesi, indispensabile anche la garanzia delle autorità preposte allo svolgimento di un servizio che i cittadini pagano profumatamente. Con l'aumento delle temperature l'aria nelle adiacenze dei grossi quantitativi di spazzatura è diventata irrespirabile. Ignoti, incuranti della diossina che si sprigiona nell'aria, preferiscono eliminare i rifiuti con il fuoco. Alle prime luci dell'alba di oggi a Favara si sono sviluppati dei roghi in diversi punti della Città. Gli incendi hanno distrutto cassonetti e sacchetti stracolmi di rifiuti nelle Vie Giorgio Amendola, Ugo La Malfa e Alcantara, in tutti i casi sono intervenuti i Vigili del Fuoco di Villaseta. In mattinata il liquidatore di Gesa Teresa Restivo ha nuovamente convocato l'assemblea dei soci per cercare delle soluzioni. I comuni si sarebbero impegnati ad anticipare la somma di 1.800.000 circa, da versare alle imprese per tamponare l'emergenza, cifra questa utile a pagare una sola mensilità arretrata. Condizione non accettata dall'impresa e del problema si parla questo pomeriggio a Palermo, dove i sindaci e liquidatore della GESA Teresa Restivo, sono ricevuti dall'assessore Regionale Giosuè Marino, ex prefetto di Agrigento.